Wes MONTGOMERY (1925 - 1968)

Autodidatta durante i suoi teen, Wes Montgomery iniziò prestissimo a suonare nella scena jazz locale (Indianapolis, nell'Indiana).
Nel 1948 e fino al '50 fu con la band di Lionel Hampton, con una piccola apparizione in un film; il suo primo assolo registrato,
su "Moonglow" è stato pubblicato solo negli ultimi anni '70. Dopo Hampton, Wes tornò ad Indianapolis, lavorando occasionalmente
e suonando ogni sera in famosi locali della città, come il Flame e il Missile Room.
I suoi primi dischi risalgono al 1957 (Chicago) e 1958 (Los Angeles), col bassista Monk (William) Montgomery e il vibrafonista
Buddy (Charles) Montgomery, che formarono i Mothersounds, poi conosciuti come i Montgomery Brothers, dopo il 1960.
Wes lavorò con il suo organ trio nel 1958-59, e dal 1959 iniziò a incidere dischi a suo nome. Nel 1960-61 si trasferì con i fratelli
a San Francisco, e lavorò col sestetto di John Coltrane al festival di Monterey. In seguito, tournèes con il suo trio e il quartetto,
show televisivi e registrazioni col trio di Wynton Kelly, pianista, nel 1962. Nel 1964 cominciò ad incidere una serie di album
con big bands riscuotendo un successo straordinario. Nel 1967 l'ultima apparizione in TV con Herb Alpert,
prima della sua morte nel 1968 per un infarto.
Sicuramente il chitarrista più versatile e dotato dopo l'avvento sulla scena jazz di Charlie Christian, al quale si rifà dal punto
di vista ritmico, Wes ha reinventato la chitarra jazz, estendendo il range dello strumento ed introducendo tecniche nuove,
come gli accordi paralleli a 4 note (sperimentati da Barney Kessel) e le ottave all'unisono (perfezionate da Django Reinhardt).
Per tutta la sua carriera usò il pollice per pizzicare le corde, piuttosto che un plettro o le tre dita dell'impostazione "classica",
inventando un suono che è un marchio di fabbrica, morbido e dolce, vicino a quello di un altro grande della chitarra jazz, Jim Hall.
I suoi lavori degli ultimi anni '50 e dei primi anni '60 ancora hanno un tocco di originalità e freschezza,
anche se i suoi tratti distintivi (ottave e suono soft) sono stati sfruttati un po' troppo dall'industria discografica negli ultimi anni
di vita di Wes, che ha barattato un magnifico senso dell'improvvisazione per un successo commerciale che lo ha un po' screditato
presso i puristi del jazz. Ciò nonostante, l'influenza del suo lavoro su un'intera generazione di musicisti
(da George Benson a Pat Metheny) è indiscutibile.

Incredibile Jazz Guitar (1960, OJC). Il primo album di Wes in quartetto (con anche Tommy Flanagan e Percy Heath),
con la prima versione di "West Coast Blues" e altri temi come "Mr. Walker", oltre a strepitose improvvisazioni su vari standards.

Full House (1962, OJC). Un concerto live col trio di Wynton Kelly (che all'epoca lavorava ancora con Miles Davis)
e con Johnny Griffin. Wes è all'apice della sua inventiva e della tecnica chitarristica. Da non perdere.

Smokin' at The Half Note (1965, Verve). Il più grande album di chitarra jazz di tutti i tempi, secondo Pat Metheny.
Wes è in splendida forma e mostra eccellenti caratteristiche anche come compositore
("Four on Six" e "Unit 7" sono ormai standards). Una performance brillantissima.

LINK:

http://www.cmgww.com/music/montgomery/
http://www.classicjazzguitar.com/albums/ artists_albums.jsp?artist=43
http://guitar.about.com/cs/wesmontgomerytab/

 

 

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